Classe KILO scala 1:144

 

La Classe Kilo, nome in codice NATO della classe di sottomarini diesel-elettrici sovietici Progetto 877 Paltus, è l'ultima generazione di battelli con questo tipo di propulsione, dispiegati a partire dai primi anni ottanta. Ne è stata creata una versione aggiornata classificata come Progetto 636 Varšavjanka / Granay.

Il suo doppio scafo resistente in acciaio assicura una resistenza ai colpi elevata, in quanto un eventuale danno allo scafo esterno viene assorbito dal contenuto dell'intercapedine tra i due scafi, che normalmente consiste in bombole di aria compressa e batterie, prima di sfogarsi sullo scafo interno ed aprire di conseguenza delle vie d'acqua. In questo caso, il battello risentirebbe senz'altro della menomazione, ma avrebbe comunque maggiori probabilità di sopravvivenza. Lo scafo interno è diviso in sei compartimenti stagni e la galleggiabilità è assicurata anche con uno di essi allagato. I piani di manovra sono posti sullo scafo in alto, poco avanti rispetto alla falsatorre.

La silenziosità su questi battelli è stata molto curata, e la superficie esterna è rivestita di piastrelle anecoiche, per ridurre l'effetto di riflessione delle onde emesse dai sonar; inoltre abbatte anche la quantità di rumore che esce dal sottomarino. La sua silenziosità alle basse velocità è tale che la US Navy lo ha soprannominato il buco nero.

Le sue dimensioni compatte lo rendono adatto ad operare in acque relativamente basse, nelle quali diventa ancora più difficile localizzarlo, a causa della riflessione delle onde dei sonar attivi (specialmente quelli a bassa frequenza) sul fondale.

Il termine della vita operativa per la prima serie è previsto tra il 2015 ed il 2020, ma comunque, una decina tra i 30 circa esemplari costruiti per la marina russa sono stati messi in riserva. Il Kilo verrà sostituito dalla nuova classe Lada.